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Culturale 
di Daniela Saitta  
15/05/2014, 18:00



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 Il direttore generale di IRFIS, il dott. Vincenzo Emanuele, risponde a SUD: "Ha sbagliato il Ministero. Noi non sapevamo niente della Bussola".Contattato dalla nostra redazione il direttore ci tiene a



Il direttore generale di IRFIS, il dott. Vincenzo Emanuele, risponde a SUD: "Ha sbagliato il Ministero. Noi non sapevamo niente della Bussola".Contattato dalla nostra redazione il direttore ci tiene a precisare che IRFIS, in quanto società finanziaria che ha come unico azionista la Regione Siciliana, non è tenuta a sottostare alla regole sulla trasparenza dettate dal Ministero. 

"Noi non dobbiamo rispettare le norme delle partecipate perché siamo sotto la vigilanza della Banca d’Italia - ci dice il Emanuele - siamo il linea con il testo unico bancario e stiamo lavorando sul sito per modificarlo alla luce della nuova disciplina". Alla voce presentazione, infatti, sul sito troviamo: "L’IRFIS - Finanziaria per lo Sviluppo della Sicilia S.p.A., in breve denominata anche IRFIS - FinSicilia S.p.A., deriva dall’IRFIS - Mediocredito della Sicilia SpA, proveniente dalla trasformazione dell’Istituto Regionale per il Finanziamento alle Industrie in Sicilia (I.R.F.I.S) - Ente di diritto pubblico costituito ai sensi della legge 22 giugno 1950, n.445. Dal 10 gennaio 2012 la Regione Siciliana è azionista unico della società". 

Tuttavia, la questione stimola una serie di dubbi circa la normativa del Governo Italiano. Devono o no le partecipate adeguarsi alle norme sulla trasparenza dettate dal D.Lgs 33/2013? E quali sarebbero le partecipate che devono diventare più trasparenti? Le società finanziarie come dovrebbero comportarsi? Una recente circolare confermerebbe ancora una volta che le partecipate pubbliche, amministrate con capitali pubblici, devono sottostare alle regole indicate dalla normativa sulla trasparenza. 

E secondo il dati diffusi dal Ministero, la Bussola sarebbe aggiornata costantemente e quindi probabilmente la valutazione di IRFIS - inserita nell’elenco delle Pa alla voce "Altri Enti" - sarebbe li in quanto amministrazione regolata dalle norme ministeriali.Il direttore di IRFIS ci tiene a sottolineare che invieranno una comunicazione agli uffici del Ministero per capire come mai vengono valutati dalla Bussola: "Noi non siamo tenuti ad essere in questo sito - ci spiega - stiamo contattando il Ministero per capire come mai siamo dentro queste pagine. I nostri indicatori sono diversi dalle altre amministrazioni.  Per il testo unico bancario abbiamo una serie di obblighi di trasparenza che al di là dei compensi sono altri. Ci sono delibere - ha aggiunto - che noi non possiamo pubblicare perché riguardano la privacy dei nostri clienti".Come segnalato da SUD, lo stipendio del direttore si aggira intorno ai 212 mila euro all’anno, si tratterebbe dunque di quasi 18 mila euro al mese. Ma Vincenzo Emanuele specifica: "Per carità, si tratta di uno stipendio dignitoso".  

E ci spiega anche perché: "E’ importante sottolineare che in un anno e mezzo che sono qua abbiamo chiuso con 9 milioni di utile lordo e abbiamo dato 3 milioni di euro in tasse alla Regione, facendo incrementare il loro capitale".Per quanto riguarda i compensi del CDA, tra 20 mila e 40 mila euro l’anno per ciascun componente, si tratterebbe anche qui di "somme in linea con gli standard delle altre partecipate" - spiega.Ed infine, conclude il direttore: "Sono curioso di sapere come mai avete pubblicato la nostra valutazione e non quella di altre".Pubblicheremo, direttore, pubblicheremo.


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