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Culturale 
di Daniela Saitta  
14/01/2014, 17:05



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 Sud Press 14/01/2014Il Ministro Beatrice Lorenzin, intervenuto ieri a Catania nell’ambito del convegno sulla Sanità siciliana, parla anche dei Punti Nascita e, nonostante la domanda non sia stata spec




Il Ministro Beatrice Lorenzin, intervenuto ieri a Catania nell’ambito del convegno sulla Sanità siciliana, parla anche dei Punti Nascita e, nonostante la domanda non sia stata specifica in merito alle sorti dell’ospedale di Paternò, a noi il Ministro non è sembrato proprio propenso al potenziamento dei Punti Nascita nei piccoli centri cittadini.  

"Bisogna avere il coraggio di fare delle scelte importanti - ha affermato la Lorenzin - è inutile tenere sotto casa un posto aperto dove, se vai a partorire li, muori tu e muore il tuo bambino".  

Siamo certi che su questo passaggio la Ministra non si sia riferita al Punto Nascita di Paternò perchè tutti sanno che proprio quello è uno dei pochi reparti del comprensorio ad avere una sala rianimazione limitrofa alla sala parto, grazie alla quale il rischio di complicazioni si abbassa notevolmente.  

Ma sulla questione piccoli centri e doppioni e sulla visione generale della riforma sanitaria la Ministra è più che chiara: "La classe politica deve spiegare il contesto e mediare perchè per 70 anni i politici di turno hanno fatto campagna elettorale su questo tema". 

La rivalutazione e il riposizionamento sono alla base della riforma e sono anche i punti dell’intervento del Ministro: "Questo non vuol dire che si distrugge quello che c’è ma bisogna pensare a riconvertirlo" - ha aggiunto. E’ chiaro anche che le competenze per le scelte che riguardano il nosocomio paternese non sono ministeriali ma - come più volte sottolineato - sarebbero esclusivamente regionali. 

Ed è per questo che sull’argomento abbiamo scelto di sentire proprio il commissario straordinario dell’Asp di Catania, il dott. Gaetano Sirna - presente al convegno. Anche lui - come noterete nel video - non ci è sembrato proprio positivo nei confronti del potenziamento del Punto Nascita paternese.  Intervenuto ai nostri microfoni, Sirna ha spiegato: "Dal punto di vista tecnico abbiamo fatto una proposta per cui Paternò diventa polo medico, complementare all’ospedale di Biancavilla che invece diventa polo chirurgico". 

Per quanto riguarda il Punto Nascita di Paternò, ancora: "Bisogna evitare che ci sia una Sanità che preveda doppioni di reparti".  Ricordiamo che il depotenziamento del reparto di ginecologia, almeno sulla carta, risale già al 2011. La scelta scaturì, secondo il commissario, da un dato oggettivo: "Dal numero dei parti che era inferiore rispetto a quello di Biancavilla".  

Durante l’ultimo incontro palermitano, svoltosi alla presenza dell’Assessore alla Salute, Lucia Borsellino, pare - secondo i partecipanti - che la stessa abbia espresso dubbi riguardo ai dati mostrati dal comitato per l’ospedale di Paternò e contrastanti con i report provinciali, ma proprio per avere maggiori informazioni, la Borsellino avrebbe scelto di incontrare la città il 24 gennaio.  Giorno in cui, dopo un breve "passeggiata" tra i corridoi dell’ospedale, l’assessore incontrerà il comitato e la città. A noi tutta la vicenda sembra ancora più complicata e, lontani dal voler contribuire alla passerella politica di cui l’ospedale è stato oggetto e involontario palcoscenico nel corso di questi anni per conto di ministri, assessori, deputati, sindaci e consiglieri, aspettiamo con ansia l’incontro sul posto e le successive dichiarazioni di tutti, ma soprattutto i fatti.  

Concludiamo ponendoci una domanda: ma se le donne paternesi hanno per anni scelto di partorire negli ospedali della vicina città di Catania e se le stesse continuano a scegliere di spostarsi per mettere al mondo i propri figli, pur consapevoli del fatto che il reparto di ginecologia di Paternò è tra i più sicuri del compresorio, questa battaglia a nome di chi è? La risposta è anche nei nostri articoli sulla vicenda. Probabilmente a nome di quelle centinaia di famiglie che in questi giorni spontanemente si sono recati al presidio davanti l’ospedale SS. Salvatore per esprimere la loro opinione: "No, al depotenziamento della nostra identità! No, al depotenziamento di tutto l’ospedale di Paternò!".  


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