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Culturale 
di Daniela Saitta  
05/03/2015, 17:57



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 Il mestiere di donne in tempo di crisi. Arte e tradizione possono essere un modo per combatterla. Lei si chiama Katia e lavora il legno con una tecnica antica



Il Blog che Vale continua il suo viaggio nel mondo delle idee. Oggi vogliamo raccontarne una semplice ma ricca di passione tutta al femminile. Nell’era del web, delle professioni digitali, delle grandi imprese innovative ma anche della crisi economica più grave degli ultimi decenni, c’è qualcuno che ha scelto di dedicare la sua vita ad un lavoro antico e tipicamente maschile. Lei si chiama Katia ed è una "falegnama", da anni lavora il legno con le sue mani, realizza oggetti nuovi e restaura quelli vecchi con la passione tipica di chi riesce a realizzare un sogno. Tradizione, arte e creatività mescolate insieme con la forza e la determinazione di chi vuole esserci in modo diverso. 

Noi abbiamo incontrato Caterina Arcidiacono, Katia - ci dice - durante una delle sue tipiche giornate di lavoro nel suo piccolo laboratorio, che ci fa pensare ad un officina culturale. Incuriositi abbiamo cercato di farci raccontare un po’ della sua esperienza. Una storia positiva la sua, ricca di passione e amore, ma non senza difficoltà legate spesso ai pregiudizi nei confronti delle donne che intraprendono mestieri riconosciuti come maschili. 

La storia di Katia è per noi un esempio, un consiglio per affrontare la crisi economica riscoprendo i mestieri del passato, cercando di puntare alla tradizione, senza lasciare da parte l’innovazione. 

Katia è una restauratrice dedita anche alla lavorazione del legno. Ma come è avvenuto il passaggio dal restauro all’ebanisteria? 
"Creare un pezzo di sana pianta mi ha sempre affascinata. Il lavoro di ebanista implica la conoscenza di tecniche più antiche. Per ebanisteria s’intende l’arte di comporre decorazioni, mosaici o disegni veri e propri, utilizzando solo ed esclusivamente il legno, in svariate qualità che possono essere più o meno pregiate. Questo mi permette di creare o spesso ricreare oggetti particolari, spesso rari. E la creazione è la parte che amo di più del mio lavoro" 

Da dove nasce la tua passione per il legno? 
"Beh, ho sempre avuto la passione per le incisioni ma di certo tutto iniziò più di vent’anni fa, quando mio fratello decise di entrare in seminario per diventare sacerdote. Dopo la notizia, scelsi di realizzare per lui un oggetto speciale, che potesse accompagnarlo in questo lungo e nuovo percorso di vita, così realizzai per lui il mio primo capezzale in legno. Fino a quel momento era sempre stata una passione ma capii che era ciò che davvero volevo fare e così iniziai a lavorare in una bottega come aiutante. Seguivo ed osservavo il mio mastro costantemente, cercando di capire ed imparare i segreti di un mestiere lontano da me secoli di tradizioni". 

Hai avuto difficoltà in questi anni? Esser donna a volte non è un vantaggio, specie se si sceglie di fare un mestiere considerato come maschile. 
"Ricordo che una delle osservazioni fatte più spesso dai clienti era: Ma sicuro che lei riesce a farlo?, una domanda con la quale non si metteva in dubbio la mia competenza ma la mia forza fisica. Conquistare la fiducia degli altri non è stato semplice, essere donna ha reso tutto più difficile. Oggi però mi reputo una persona abbastanza fortunata, dopo anni sono riuscita a farcela, anzi oggi spesso è addirittura un vantaggio avere accorgimenti femminili. Poi di certo la crisi economica non ha incentivato la crescita delle domanda ma abbiamo sempre progetti nuovi e cerchiamo di lavorare continuando a valutare la tradizione come parte speciale della nostra professione".




 
(Foto di Elisabetta Colonna)



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