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Culturale 
di Daniela Saitta  
25/01/2013, 17:45



Tutti-al-capezzale-dell’ospedale-di-Paternò-


 Sud Press 25 Gennaio 2015 La commissione sanità dell’Assemblea Regionale si è riunita oggi pomeriggio a Palazzo Alessi, all’interno dell’aula consiliare di Paternò, per discutere del futuro dell’osped




La commissione sanità dell’Assemblea Regionale si è riunita oggi pomeriggio a Palazzo Alessi, all’interno dell’aula consiliare di Paternò, per discutere del futuro dell’ospedale SS. Salvatore. Presenti tutti. 

Nonostante in aula, a Palermo, oggi il dibattito riguardasse il futuro stesso del governo regionale, i deputati della commissione si sono prodigati tutti per parlare di Sanità. Si, anche questo è tema scottante ed esserci è stata per tutti una priorità. Se contiamo anche gli abitanti del comprensorio, arriviamo circa a 120 mila utenti che oggi aspettavano una risposta. E una dichiarazione, specie per i deputati del comprensorio sarebbe stata d’obbligo. Ecco perchè "presenti tutti". In sostituzione ad alcuni componenti della commissione c’erano Nino D’Asero, Lino Leanza, Giovanni Burtone e Salvo Pogliese in qualità di vice presidente. Tra i presenti ancora i deputati regionali Gino Ioppolo, Anthony Barbagallo, Concetta Raia e Salvatore Cascio. Insieme a loro il sindaco di Bronte Pino Firrarello e il direttore dell’ASP  di Catania Gaetano Sirna.A fare gli onori di casa il sindaco di Paternò, Mauro Mangano. Presente anche il senatore del NCD, Salvo Torrisi. A domincare la scena sono stati però l’assessore per la Sanità, Lucia Borsellino, ed il presidente della Commissione Sanità, Giuseppe Di Giacomo.  Annunci importanti quelli promossi dalle due figure istituzionali. 

Per Di Giacomo: "Inutile sprecare parole, il reparto di chirurgia dell’ospedale di Paternò non verrà chiuso" e a dimostrarlo la presenza della Borsellino che ha sottolineato un principio portato avanti dall’assessorato: "Siamo qui per condividere con voi le proposte - e ha aggiunto - credo che ci erano stati forniti dei numeri che non corrispondevano alla realtà per cui, rivedremo la distribuzione dei posti letto di Chirurgia".  

Per il Punto Nascita la discussione è ancora aperta ma uno spiraglio di luce lascia sperare che anche li i numeri saranno quantomeno da verificare e quindi spazio al lavoro della Commissione. Intanto per il momento buoni proposito lasciano sperare che il miracolo ci sia stato, il morto sembra respirare di nuovo.  Ma la discussione si è anche animata, ad un certo punto. Sotto accusa l’attività portata avanti dall’ex amministrazione comunale ma nello specifico da quella regionale. 

La bagarre squisitamente politica è partita dopo l’attacco del presidente Di Giacomo all’ex sindaco di Paternò Pippo Failla, presente all’incontro a cui però non è stato dato modo di replicare. In realtà, un nome aleggiava su tutti, la sua presenza si è fatta sentire costante per tutta la prima parte dell’incontro. Nessuno dei deputati ha avuto il coraggio di pronunciare il suo nome ma, dall’altro lato dell’aula, la voce di un cittadino è stata ascoltata in silenzio dai partecipanti: "La verità è che la colpa è di Raffaele Lombardo che a suo tempo lottò per far chiudere l’ospedale di Paternò a vantaggio di quelli di Biancavilla". 

Teoria politica, discussione politica, inciucio politico.  Basta pensare al passato però! Per la città di Paternò oggi è un giorno importante. La folla davanti Palazzo Alessi ha dimostrato tangibilmente che la città non vuole che quel simbolo venga chiuso. Nessun compromesso: "Non toglieteci l’ospedale".  Adesso - come ormai sembra quasi di moda - la faccenda passa alle autorità giudiziare. 

Il comitato ha presentato all’assessore Borsellino un dossier, che annunciano: "consegneranno in Procura". Sotto accusa i lavori di ristrutturazione della struttura che, iniziati nel 2008, sono stati più volte interrotti e sui quali pare incombe in questo momento lo spettro dell’illegalità. Sull’argomento è intervenuto anche il direttore Sirna, chiamato ad intervenire dalla commissione: "E’ stato fatto tutto con trasparenza, seguendo criteri giuridici e cercando di ottenere le migliori soluzioni con il minor costo possibile".Non era d’accordo un cittadino intervenuto per chiosare il direttore: "Non è vero, non siamo stupidi". 


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