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Culturale 
di Daniela Saitta  
03/05/2015, 18:34

Nepal, terremoto, dolore, tristezza, UNESCO, viaggio,



La-pace-ed-i-volti-delle-persone,-il-ricordo-di-chi-il-Nepal-lo-ha-conosciuto-davvero


 Ad una settimana dal terribile terremoto che ha causato più di 7 mila morti, un gruppo di italiani racconta la loro esperienza in quella terra, esempio di pace e bellezza.



7.040 sono i morti del terremoto che una settimana fa ha distrutto il Nepal, devastando la capitale Kathmandu, decine di villaggi e riducendo in polvere numerosi siti archeologici patrimonio dell’Unesco. Le immagini di questi giorni hanno commosso il mondo. Corpi martoriati, una terribile devastazione, dolore e lacrime. Fotografie, parole e suoni che hanno lasciato attoniti milioni di persone. 

Chi è stato in quella terra, apparentemente così lontana ma in realtà oggi cosi vicina ai nostri cuori ed ai nostri pensieri, ha sempre un ricordo in particolare del Nepal: i volti sereni dei nepalesi e la pace che regna sovrana in alcuni luoghi. 

Oggi noi vi riportiamo alcuni di questi pensieri. Alcuni dei commenti degli italiani che hanno visto e conosciuto il Nepal e che oggi vogliono raccontare al mondo quanto è importante aiutare i nepalesi a superare questa terribile tragedia. 

  

A raccontare il Nepal è oggi una cara amica de Il Blog che Vale, la psicologa Vittoria Pulvirenti, che proprio in uno dei suoi numerosi viaggi, alla ricerca di tradizioni nuove e culture diverse ha visto e conosciuto il Nepal, esattamente un anno fa, un anno prima della tragedia. 

Con lei, tra quelle meravigliose montagne, un gruppo di persone, nuovi amici che proprio in Nepal hanno imparato a conoscersi, condividendo emozioni, atmosfere e sensazioni rassicuranti e pacifiche. 


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Il racconto di Vittoria, il suo Nepal 


Sfogliando tra pagine del social network più popolare continuo ad imbattermi in pensieri ed emozioni davvero toccanti - ci racconta Vittoria. Qualcuno dei miei compagni di viaggio, postando qualche foto, scrive: "Purtroppo molte di queste splendide foto saranno solo ricordi indelebili nei nostri cuori. Mi reputo molto fortunato per aver avuto la possibilità di viverli ... molto meno poiché non avrò mai la possibilità di replicarli. Non riesco a non commuovermi davanti alle tragiche immagini in TV.... e il dire che li ci sono stato non è momento di orgoglio ma di estremo dolore per un Paese che non meritava questo". 

E c’è poi chi, insieme a me, esattamente un anno fa ha condiviso questo Grande viaggio in Nepal e oggi, a distanza di un anno esprime le sue emozioni scrivendo: "Il sorriso dei nepalesi. Ecco cosa mi si è impresso nel cuore nel corso del mio viaggio in Nepal, dove volevo provare la sensazione di toccare il cielo con un dito. Le immagini della devastazione che si vedono in questi giorni mi feriscono. E’ come se una mano cattiva avesse accartocciato un pezzo del mondo di carta, di colori e di gioia disegnato da questi bambini incredibili... Su quelle montagne meravigliose, nei vicoli polverosi e nei mercati di ogni villaggio e di ogni città in cui ho avuto il privilegio di posare gli occhi, ho lasciato un pezzo del mio cuore. Io ho toccato il cielo con un dito ma i nepalesi hanno toccato la mia anima e mi hanno dato la dimensione della vera bellezza.

Già, esattamente un anno fa - continua Vittoria - perché quando torni da un meraviglioso viaggio non fai altro che raccontare ciò che hai visto, quanto ti sei divertita, i posti magici in cui ti sei ritrovata, le maestose montagne dell’Himalaya, i caratteristici villaggi, i templi sperduti, i luoghi incantevoli con la loro storia, religione e cultura (spesso anche un po’ selvaggia!). 

Un viaggio intenso caratterizzato dai profondi silenzi dei trek nella valle di Kathmandu, dal caos della capitale, dall’adrenalina del rafting, dalla pace delle preghiere dei monaci buddisti e dalle passeggiate tra suggestive piazze medievali di Patan e Bahaktapur, costellate da splendidi templi, pagode e stupa che profumano di storia, cultura e religione. 

Ma anche il luogo più bello del mondo può non lasciarti nulla dentro se le persone che lo abitano e lo caratterizzano non lo sono altrettanto, e i nepalesi lo sono. Lo sono all’ennesima potenza. 

Durante quel viaggio, che fossi nella caotica Katmandu, in un villaggio poverissimo nella valle, in riva al lago a Pokhara, in un rifugio sull’Annapurna, in un tempio di monaci tibetani o induisti, ho incontrato solo sorrisi e oggi quei visi sono impressi nella mia mente e nel mio cuore. 

Uomini e donne segnate dalla vita, il vecchio col viso rugoso, dove ogni ruga racconta un anno della sua vita segnata dal sole, dal vento e dal freddo e infine gli sguardi gioiosi dei bimbi pieni di gioia e speranza, i sorrisi dei bimbi di Kwarga, una comunità che accoglie bambini con diverse disabilità, e che per qualche giorno, ospitandoci ci ha regalato le emozioni intense. 

Rivedere, oggi, gli stessi visi tra le macerie, tra le lacrime, la polvere, la sofferenza ha stravolto anche me. E’ come se tutta questa tragedia avesse colpito i miei amici, gente che in un modo o nell’altro ha dato un senso e una direzione alla mia vita, mi ha toccato l’anima e spero solo che chiunque sia il DIO, Vishnu, Shiva, Parvati, Ganesh o uno degli altri trentatremila, gli stia accanto in questo doloroso momento.


Il Blog che Vale si associa alla campagna di solidarietà che in questi giorni corre tra i vari media di tutto il mondo. Sosteniamo il Nepal anche noi. Basta poco. 




      


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