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Culturale 
di Daniela Saitta  
21/05/2015, 02:09

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La-cucina-dei-Monsù.-Il-talento-di-un-siciliano-doc-per-cui-il-cibo-è-soprattutto-cultura


 Andrea Maltese, il nuovo gestore del ristorante "Il Monsù" ci racconta la sua cucina a poche ore dall’evento inaugurale de Il Blog che Vale.



Secoli di storia siciliana raccontati in un piatto. La ricerca, la selezione accurata e la scelta del miglior cibo. Sono le caratteristiche del ristorante "Il Monsù", che domani sera ospiterà l’evento inaugurale de Il Blog che Vale che abbiamo scherzosamente chiamato "Madame e Monsù". 

Il protagonista della storia di questa settimana è un giovane talento siciliano, uno di quelli che quest’isola l’ha scelta. Si chiama Andrea Maltese, e per lui la Sicilia è davvero qualità. 

Anni fa Andrea era partito da Trapani giovanissimo per frequentare un college a Edimburgo, da lì tornò poi in Italia, a Bologna, per proseguire e completare gli studi universitari, e poi... la scelta. Andrea ha scelto la sua Sicilia per ritornare con una passione fortificata e rinvigorita, è tornato nell’Isola perché l’Isola è in lui.

Noi lo abbiamo conosciuto poco tempo fa, grazie al racconto di chi, attraverso la sua cucina, ha vissuto momenti indimenticabili. E infatti è proprio questo che ci dice quando lo incontriamo: "Il cibo è un momento bellissimo che, se condiviso con le persone giuste, può far nascere alchimie indimenticabili. Puoi mangiare un pasto e dimenticarlo il momento dopo, ma puoi anche trovarti davanti a un piatto e ricordarlo per tutta la vita". 

La cucina per il giovane Andrea è una passione, un amore indiscusso, ma è anche tradizione, il riassunto di ciò che siamo: "Io sono convinto che tu sei quello che mangi, mangiare bene significa vivere bene. Mi piace dare i giusti consigli ai miei clienti su come mangiare per saper vivere". 

"Adoro studiare le proprietà dei cibi - continua - i singoli modi di cottura, cosa è bene mangiare e con cosa. Non sono io a scegliere i prodotti da acquistare per il mio ristorante, è il prodotto stesso che mi sceglie". 

E anche noi abbiamo scelto Andrea e lo abbiamo fatto perché nei suoi piatti abbiamo ritrovato tutta la tradizione siciliana, raccontata con uno stile elegante e particolare che ci ha ricordato il talento e la genialità delle storie che in queste settimane Il Blog che Vale vi ha proposto. 

  • Se dovessi raccontare la Sicilia in un piatto come lo faresti?

"Sicuramente con il nostro fantastico pesce perché è quello che riesce a dare più soddisfazione quando lo cucini. Poi metterei alcune spezie tipiche, come la cannella che domina nelle nostre tavole, e ancora la frutta secca introdotta dalle civiltà arabe, cui si ispira la cucina francese dei Monsù. Insomma - ci spiega Andrea - racconterei la Sicilia con un insieme di ingredienti che hanno fatto di quest’isola la meraviglia che è oggi. Noi abbiamo avuto la grande capacità di prendere i pregi dalle nostre colonizzazioni, spesso violente, e dimenticare i difetti. Siamo stati sempre bravi a tenerci le cose buone di chi ci ha occupato e lasciare quelle cattive. Pesce, spezie, ma anche le mandorle, la frutta fresca, l’olio d’oliva. Farei piatti semplici, leggeri e soprattutto della tradizione. Risottino, occhi di bue, fiori di zagara e mandorle di Noto, nespole e burro francese. La Sicilia". 

Nella cucina di Andrea, il cibo non arriva mai per caso, è sempre il frutto di una selezionata ricerca di prodotti che testimoniano epoche lontane, che riportano alla tradizione, alla qualità vera, semplice, naturale. "Il mondo in cui viviamo oggi non è così limpido come lo fanno apparire - continua - non viene dato al cibo il giusto peso che ha nella vita che viviamo ogni giorno. Noi introduciamo spesso nel nostro corpo sostanze di cui non abbiamo bisogno, accumulandole in maniera errata. E’ questa la differenza della mia cucina, tutto risiede nel piatto in modo corretto, semplice, adatto al corpo". 

  


  • Nell’epoca in cui i talenti scappano da questa terra, nelle settimane in cui il territorio provinciale ha dimostrato di non essere attraente  per gli investitori e le nuove esperienze imprenditoriali, come mai hai scelto la Sicilia? Come mai questo posto?

"Dalla mia esperienza oltre confine ho capito davvero che in nessun posto nel mondo le cose vanno come vorresti che andassero e la mancanza della tua terra, di ciò che ami di più è sempre lì a farsi sentire. E allora c’è un momento in cui capisci che forse è il caso di provarci, è il caso di tornare perché in fondo tutti noi dobbiamo qualcosa alla Sicilia, a questa terra piena di contraddizioni, e io penso che se tutti riuscissero a dare di più potremmo davvero farcela nel modo giusto".  


  

Un assaggio dei piatti del Monsù 


       


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