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Culturale 
di Daniela Saitta  
12/06/2015, 00:38

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La-Signora-di-Maletto-tra-storia-e-tradizione:-vi-raccontiamo-Madame-Moutho


 A pochi giorni dalla Sagra della Fragola di Maletto, lo storico Giorgio Luca ci racconta come alcuni prodotti hanno cambiato la storia di Sicilia.



E’ rossa, elegante e relativamente giovane ma sopratutto è una bellissima donna francese che ha scelto la Sicilia per vestirsi a festa e indossare il suo gusto migliore. Il suo nome è Madame Moutho ed è la tipica e famosa fragola di Maletto che proprio questo weekend sarà festeggiata da tutta la provincia etnea per la sua trentesima sagra. 

Quando si parla di eccellenze siciliane, infatti, non possiamo non parlare di quei prodotti, di quei colori e di quei sapori che hanno reso la nostra Isola la meraviglia che è ai nostri occhi e a quelli di tutto il mondo. 

La fragola di Maletto è, infatti, uno dei frutti nostrani più esportati nel mondo ed il suo successo, nonostante gli ottanta anni dalla sua nascita, è ancora oggi straordinario. 

Per raccontare la storia della fragola di Maletto, il Blog che Vale ha deciso di farlo attraverso gli occhi di chi, con dovizia e passione, ha imparato a conoscerla e analizzarla nel corso del tempo. Lui è il dott. Giorgio Luca, un noto storico della provincia etnea che per anni ha analizzato lo sviluppo del suo territorio anche attraverso la crescita culturale ed economica della città dovuta alla produzione delle fragole. 

"La storia della fragola a Maletto è recente, non antica e nasce nella zona agricola aspro montana - ci racconta. Erano gli anni 30’ del 900 e un concittadino di Maletto, intento ad avviare relazioni istituzionali con i Paesi esteri, riuscì ad importare dal Sud della Francia un particolare tipo di fragola, la Madame Moutho

La portò in quegli anni nell’azienda agricola del Duca di Nelson e fu lì che venne impiantata per la prima volta. L’esperienza nobiliare in realtà non fu un successo, forse per il terreno, forse per il clima, ma la signora francese non riuscì ad ambientarsi bene al castello. 

Negli stessi anni, però, dei contadini che lavoravano per la nobile famiglia decisero di portare la piantina in quelle che vengono denominate "le terre morte", terreni di origine vulcanica su cui attecchiva un po’ tutto.

La piantina della Signora, invece, dimostrò subito di ambientarsi bene e proprio lì, in quelle terre, trovò il suo habitat naturale. La produzione dimostrò fin da subito di essere un successo e la Signora si mostrò agli abitanti di Maletto in tutta la sua meraviglia. 

Negli anni ’50 e ’60 la fragola di Maletto divenne famosa in tutto il circondario e acquisì le caratteristiche organolettiche uniche che la contraddistinguono ancora oggi: la fragranza, l’odore e il sapore.  

Il successo della fragola arrivò agli anni ’80 trasformando l’intero settore agroalimentare. Si passò dalla coltivazione tradizionale, come quella dei legumi, alla esclusiva coltivazione di fragole, che iniziarono ad essere esportate anche in tutta Italia e all’Estero. 

Il comune, nella prima metà degli anni ’70, progettò e costruì uno stabilimento per la coltivazione e la conservazione della fragola che rimase purtroppo un’opera incompleta. 

Nello stesso tempo si iniziarono ad impiantare piantagioni anche della cosiddetta fragolina piccola. Oggi, infatti, nella zona sotto Maletto si coltivano le tipiche fragoline e la fragola rifiorente. Mentre la Madame Moutho viene coltivata più a monte. 

In questo contesto, nel 1986, l’Amministrazione del tempo pensò di rilanciare la fragola con una manifestazione che riuscisse anche a promuovere il territorio con le sue caratteristiche ambientali e culturali. Fu così che nacque la prima Sagra delle Fragole di Maletto che si confermò fin da subito come il primo evento di questo genere ed il più importante. Su imitazione nacque poi anche la Sagra del pistacchio di Bronte. 

Ogni anno, durante la festa, peraltro, viene anche tenuto un convegno per perfezionare la coltura del prodotto e analizzare metodi vecchi e nuovi di raccolta, distribuzione e promozione. La fragola rimane oggi elemento l’elemento più importante dell’identità locale". 

E proprio pochi giorni fa, a testimoniare l’importanza della Signora nel mondo, per la fragola malettese è arrivato anche il Premio "Medusa": "Un riconoscimento meritato per una grande eccellenza che rappresenta il valore identitario della nostra comunità - ha affermato l’assessore Luigi Sanfilippo. Un orgoglio per tutti i cittadini e un motivo di crescita in più anche per i giovani e le aziende del settore".

Il Premio, consegnato al Policlinico Umberto I° di Roma, viene assegnato "agli Enti Locali sede di eccellenze agroalimentari ed ai Paesi dell’Area Mediterranea impegnati nella soluzione della desertificazione". In particolare la Fondazione, in occasione di Expo 2015, ha testato circa 200 prodotti "che uniscono all’eccellenza dei sapori antichi l’accertata salubrità".

E per la trentesima edizione della sagra, Sabato 13 Giugno, concerto in piazza del cantante Mario Venuti



   


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