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11/09/2015, 14:52

libro, recensione, paulo coelho, undici minuti,



"Se-non-penserò-all’amore,-non-sarò-niente".-Il-commento-di-Rossella-Spitale-su-"Undici-Minuti"


 Rossella Spitale, autrice del libro "Professor Fortuna", dedicata un commento riflessivo ed emozionante alla lettura del libro "Undici Minuti" di Paulo Coelho



A proposito di libri, quanti di voi sono alle prese con le ultime pagine del libro che avete iniziato a leggere questa estate e che non siete ancora riusciti a finire? Scommetto in tanti. 

E per tanti di voi, questi giorni sono proprio il momento adatto alle riflessioni su cosa si è letto, su cosa ci è piaciuto di più di quel libro e su cosa quell’autore ci ha lasciato. 

Tra le tante recensioni alle quali stiamo lavorando per questa lunga stagione invernale, oggi vogliamo segnalare quella interessante e puntuale della neo-scrittrice catanese Rossella Spitale. Autrice del libro "Professor Fortuna", l’amica Rossella nei suoi testi usa un linguaggio semplice, diretto ma con una dose di sana ironia che non nasconde e che usa spesso per suscitare nel suo lettore spunti di riflessioni per nulla scontati. A lei noi auguriamo tanta "Fortuna" per il suo Professor e proprio dalla sua pagina ‪#‎Rossella Esse‬ oggi riportiamo fedelmente il commento dedicato alla lettura di uno dei libri più venduti degli ultimi anni: "Undici minuti" di Paulo Coelho

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Il commento di Rossella Spitale


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Tempo fa a ‪#‎rossellalacritichella‬ (è questo il nome della sua pagina sui social) regalarono Undici Minuti di Paulo Coelho. 

Ora io in genere sono contraria a parlarvi di libri letti in traduzione, però ho deciso di fare un’eccezione perché ciò che mi ha colpito di questo libro non riguarda tanto la forma (di cui evidentemente ho una visione parziale) ma il contenuto. 

Il romanzo è incentrato su un’unica protagonista, Maria, una bella ragazza brasiliana che, ad un certo punto della sua vita, si lascia convincere dalle promesse di un impresario svizzero e parte alla volta dell’Europa convinta di poter diventare una celebrità nel mondo dello spettacolo. Le cose però non vanno come dovrebbero e una serie di vicissitudini portano Maria verso la strada della prostituzione. 

A differenza però di quanto una simile trama possa far pensare, il sesso non viene descritto come qualcosa di "sporco", qualcosa che una povera disgraziata deve suo malgrado subire. 

Pian piano Maria si rende conto che anzi è proprio il contatto fisico la chiave per interpretare l’esistenza di ognuno. La ricerca di un piacere intenso quanto effimero e la conoscenza del reciproco appagamento diventano, insomma, strumenti di formazione.

"Se non penserò all’amore, non sarò niente", è una delle frasi più celebri del romanzo. Come interpretarla? Maria è convinta che l’amore si possa realizzare soltanto fra due persone che bastano a se stesse, due persone che non dipendono l’una dall’altra e che. invece. sanno di poter vivere lontane da colui/colei che amano. 

Il sesso non è che il sigillo di un incontro fra anime solitarie. Ora non vi dirò che sono una grande fan di Coelho, che ho letto tutti i suoi libri, che accendo lumini all’Alchimista (come fanno un po’ tutti), etc... questo è il primo libro che leggo di Coelho. Ed è un libro bello, nel suo insieme. 

Coehlo è uno scrittore vero, non uno di quelli che si improvvisano un po’, come fanno in molti (io per prima). Perciò non mi sento di poter "criticare" la sua opera in senso lato, posso solo fare un piccolo appunto. L’appunto è questo: caro Paulo, ci credi davvero? Credi davvero a tutto quello che hai scritto? Pensi che dietro l’atto sessuale ci sia tutta questa filosofia kantiana? Ora, per carità, sono la prima a sostenere che non bisogna fare gli ipocriti. Che il sesso è parte integrante della nostra vita e negarne l’importanza è un po’ come negare la soddisfazione che ti da un piatto di anellini alla palermitana. Tuttavia, non è forse perfetto nella sua essenzialità l’atto sessuale fra due persone che si amano? 

Scavare così a fondo nella psiche, analizzare ogni azione segmentandola in mille azioni più piccole, spiegare cose che (forse) non necessitano di una spiegazione ... non si corre il rischio che il lettore si perda nei meandri del pensiero, allontanandosi quindi dal libro stesso? Non è una domanda retorica. Rifletto insieme a voi. Perché se c’è una cosa di cui sono davvero convinta, è che uno scrittore debba avere sempre ben chiaro il messaggio che vuole comunicare. Va bene "mettere alla prova" il fruitore dell’opera, va meno bene cercare di intrappolarlo in "trip" mentali senza fine e pietà. Semplicità e ricercatezza non sono in antitesi. Basta leggere uno Sciascia, un Vittorini o un Bufalino per rendersene conto. 

Per concludere, consiglio "Undici minuti"? Ovviamente sì. È un romanzo certamente profondo, che si basa su una storia cruda e su una protagonista complessa. Si legge facilmente, nonostante le lunghe parti riflessive. Leggerò altro di Coehlo? Ovvio, vorrei approfondire la sua conoscenza. E’ un romanzo adatto a tutti? No, assolutamente no. E’ adatto a chi è alla ricerca di emozioni più che di "azioni", non è adatto a chi ha una visione pragmatica della vita e non è disposto/a a metterla in discussione". 




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